Ogni volta che spalanchiamo gli occhi si apre dinnanzi a noi un mondo fantastico fatto tutto di colori, ma cosa sono in realtà i colori? Vi sembrerà strano ma i colori in fisica non esistono, sono semplicemente l’interpretazione del nostro cervello in risposta alle onde elettromagnetiche che colpiscono le nostre retine. In natura esistono vari tipi di radiazioni elettromagnetiche, che si estendono dai raggi gamma fino alle più conosciute onde radio; eppure i nostri occhi sono sensibili solamente a una piccolissima parte di esse e più precisamente quella fascia di radiazioni elettromagnetiche aventi una lunghezza d’onda che va da 380 nm (colori dalle tonalità blu/viola) a 700 nm (colori dalle tonalità rosse). L’insieme ti tali radiazioni è detto per l’appunto spettro visibile.

A ciascuna radiazione avente una frequenza rientrante nello spettro visibile il nostro cervello associa un determinato colore, mentre la somma di tutti i colori appartenenti allo spettro stesso dà come risultante la cosiddetta luce bianca. Possiamo quindi dire che il colore finale che noi associamo a un oggetto che non brilla di luce propria è frutto di un complesso processo di elaborazione del nostro cervello e dipende dalla lunghezza d’onda, dall’intensità delle radiazioni emesse dalla fonte luminosa, dalle proprietà che l’oggetto illuminato ha di riflettere o meno tali radiazioni e dal nostro cervello stesso.

Per citare un esempio pratico possiamo dire che il capolino di una margherita ci appare di colore giallo in quanto assorbe tutte le onde elettromagnetiche rientranti nello spettro visibile ma riflette solamente quelle la cui frequenza caratterizza il colore giallo, mentre i petali appaiono di colore bianco in quanto riflettono nello stesso tempo tutte le frequenze rientranti nello spettro stesso.  Quando invece un oggetto assorbe tutte le radiazioni luminose senza però rifletterne alcuna, avremo come risultante il colore nero.

Come spesso capita, anche in ambito fotografico tendiamo a ignorare o a sottovalutare ciò che rientra nella nostra percezione di normalità, senza capire invece quanto anche un piccolo dettaglio possa essere fondamentale. I colori in particolare sono spesso dati per scontati, ma in realtà essi vestono un ruolo di prim’ordine nella fotografia così come nella vita quotidiana, hanno infatti il potere di influenzare in maniera drastica e decisiva lo stato d’animo di chi li osserva. Imparare a gestire i colori può dare quindi un vantaggio enorme a chi sta dietro la macchina fotografica dandogli per un attimo il potere di colorare il cuore del suo spettatore, d’altronde ricordiamoci sempre… che mondo sarebbe senza colori?.

Alessio Ortu